Le spese condominiali sono uno dei temi più discussi nelle assemblee e tra vicini di casa.
Capire come vengono calcolate e quando si possono contestare è fondamentale per evitare malintesi e garantire una gestione corretta del condominio.


1. Cosa sono le spese condominiali

Sono i costi necessari per mantenere e gestire le parti comuni dell’edificio.
Si dividono in due categorie principali:

  • Spese ordinarie: manutenzione e servizi ricorrenti (pulizia scale, luce scale, manutenzione ascensore, giardinaggio, ecc.)
  • Spese straordinarie: interventi eccezionali o importanti (rifacimento facciata, sostituzione ascensore, lavori strutturali, ecc.)

2. Come si calcolano

La ripartizione avviene in base ai millesimi di proprietà indicati nella tabella millesimale del condominio.
Il principio generale è:

  • chi possiede più millesimi contribuisce in misura maggiore
  • alcune spese possono essere ripartite in base all’uso (es. ascensore, riscaldamento centralizzato)

Esempio:
Se il costo totale di una manutenzione è di 1.000 € e un condomino ha 100 millesimi su 1.000 totali, pagherà il 10%, cioè 100 €.


3. Quando si possono contestare

Un condomino può contestare una spesa se:

  • Non è stata deliberata correttamente dall’assemblea
  • Non rientra nelle competenze del condominio (es. lavori su proprietà privata)
  • La ripartizione è errata rispetto alla tabella millesimale o alla normativa

La contestazione deve avvenire entro 30 giorni dalla ricezione del verbale assembleare (art. 1137 c.c.), tramite lettera raccomandata o PEC.


4. Cosa fare in caso di dubbio

  • Chiedere copia del preventivo o della fattura
  • Verificare le tabelle millesimali
  • Parlare con l’amministratore per chiarimenti
  • Se necessario, farsi assistere da un tecnico o da un legale

💡 Consiglio pratico: prima di contestare formalmente, valuta di chiarire la questione con l’amministratore o con il consiglio di condominio. Spesso un semplice confronto evita spese legali inutili.